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Padre Fulgenzio Cortesi fonda l'Istituto religioso
"Le mamme degli orfani"

Una storica iniziativa per garantire un futuro al Villaggio della Gioia, qui di seguito raccontata da Padre Fulgenzio a Paolo Aresi, giornalista de L'Eco di Bergamo.

L'Eco di Bergamo di domenica 29 gennaio 2006«Una mattina ho sentito bussare alla porta. Era un giorno del 2002 e mi ricordo che stavo per partire, per tornare in Italia. Sono andato ad aprire: era una bambina. Le chiesi che cosa volesse. Mi disse che voleva dirmi grazie. E io rimasi stupito, le chiesi perché e mi rispose che qualche mese prima ero stato nella sua capanna e le avevo fatto una carezza. Io le domandai se suo padre e sua madre non le davano carezze; la bambina disse che non aveva né padre, né madre e che viveva con una vecchia zia cieca che non la vedeva e non la carezzava. Ero in Tanzania da due anni. Mi sono detto: Fulgenzio, ti devi svegliare».
Padre Fulgenzio Cortesi parla qui nel piccolo bar del museo africano, alla Basella di Urgnano, fuori la pianura è tutta bianca. Padre Fulgenzio è tornato per un intervento chirurgico, ma approfitta per parlare della sua attività in Africa, del suo Villaggio della Gioia, della congregrazione, cioè dell'istituto religioso che ha appena fondato. Spiega Padre Fulgenzio: «Due anni fa è partito il primo nucleo della Città della Gioia per accogliere i bambini orfani, quasi tutti figli di genitori morti di aids. Non ci si rende conto della tragedia dell'aids, non ci si rende conto dalle nostre parti del dolore, dello sbando, delle famiglie distrutte, dei bambini senza più riferimenti. Ho avviato il Villaggio della Gioia e vorrei che terminato ospitasse mille orfani in case famiglia da dodici bambini ciascuna con due adulti, due suore. Possono essere anche laici, certo. Ma ho fatto il conto che serviranno almeno cento suore, cento mamme. E come faccio a trovare cento suore, quale congregazione potrebbe mai mandarmele? Adesso mi aiutano le suore Passioniste. Ma per arrivare a cento... Allora mi è venuta questa idea un po' assurda, quella di fondare io un istituto religioso. Ho cacciato questo pensiero, per tanto tempo. Ma l'idea si ripresentava. Vedevo davanti a me una moltitudine di bimbi che dicevano. “Dacci un futuro”. Ora, io sono anziano, malato e senza soldi. Ma sentivo che era mio dovere andare avanti.
Così ho telefonato al cardinale primate della Tanzania che conosco bene, monsignor Polycarp Pengo e sono andato a trovarlo. Gli ho esposto l'idea. Il cardinale era lì davanti a me, ha sorriso, ha scherzato un po' mi ha detto che l'ultima congregazione era quella delle Figlie della Carità di madre Teresa di Calcutta... Ma poi ha chiuso gli occhi per qualche secondo li ha spalancati e ha detto: “Vai avanti, sono con te”. E sono andato avanti». Così padre Fulgenzio ha fondato l'Istituto religioso “Le mamme degli orfani”, ha scritto la regola, lo statuto che è stato approvato dal cardinal Pengo. «Quando sono partito per l'Italia ho detto al cardinale che avrei diffuso la notizia. E lui mi ha detto che stava per andare in Vaticano e che ne avrebbe parlato anche lì, anche con il Papa per il riconoscimento internazionale. Partirà la casa delle suore, comincerà il postulantato di due anni, quindi il noviziato di altri due anni. Aspettiamo due suore di altre congregazioni che guidino queste ragazze, dovrebbero arrivare presto».
Padre Fulgenzio ha sempre nutrito una profonda passione per l'Africa. Sessantanove anni, padre Passionista, di Castel Rozzone, padre Fulgenzio entrò in seminario proprio qui, alla Basella, a dieci anni. Divenne sacerdote nel 1963, andò a Roma dove studiò per un anno “Sacra eloquenza”. La congregazione dei Passionisti è infatti conosciuta anche per la capacità di predicazione. Il sogno di Padre Fulgenzio era l'Africa, ma i suoi superiori lo volevano in Italia. Così, fino al 2000, il sacerdote andava in Africa ogni anno a dare una mano, nel tempo delle ferie. Esi è così dato da fare che è riuscito a dare vita a una rete di duemila adozioni a distanza. Poi, a fine 1999, la svolta. Racconta il sacerdote nel bar deserto: «Mi ammalai, mi dissero che avevo un tumore, che avrei avuto pochi mesi di vita. Venni operato a Treviglio, sottoposto a radio terapia. Allora chiesi ai miei superiori di potere realizzare il mio sogno. Mi concessero di raggiungere la missione Passionista di Dar es Salaam in Tanzania. Ogni quattro mesi dovevo tornare in Italia per la radioterapia. Continuo tuttora. Quei pochi mesi sono diventati quasi sei anni».
I primi due anni li ha trascorsi come superiore della Casa dei Passionisti a Dar es Salaam, sull'Oceano Indiano. Racconta Padre Fulgenzio: «Dopo l'incontro con quella bambina un giorno andai all'orfanotrofio della città. C'erano cento bambini, erano in condizioni peggiori di animali in una stalla. Stetti male, non dormii per due notti. Dovevo fare qualcosa. Cominciai ad aiutare quei bambini, progettai il Villaggio della Gioia. Due di quei bambini, Alfred e Manuel, che avevano quattro e sei anni, mi morirono di aids fra le braccia». Il 7 gennaio 2004 i primi dodici bambini entrarono nella prima casa famiglia del Villaggio della Gioia. Il villaggio sorge in un posto di grande bellezza, in riva all'oceano. Si tratta di 365 mila metri quadrati regalati a padre Fulgenzio da un uomo di Milano. «Ai miei stessi occhi questa impresa sembrava una pazzia. Sono anziano, malato e senza soldi. Mi sono affidato completamente alla Provvidenza. Adesso i bambini orfani che ospitiamo sono diciotto, settanta vengono a scuola da noi. Altre due case saranno pronte a dicembre e a quel punto spero di arrivare a coinvolgere duecento bambini orfani e poi andremo avanti». Tra i diciotto bambini già ospiti delle case famiglia c'è anche Josephina che oggi ha undici anni e che poco più di tre anni fa bussò alla porta di padre Fulgenzio per dire grazie.
Paolo Aresi
Da "L'Eco di Bergamo" di domenica 29 gennaio 2006

Il depliant di presentazione del nascente istituto religioso
"Le mamme degli orfani"

Padre Fulgenzio con la collaborazione di Anima Universale ha realizzato anche un depliant per presentare l'istituto religioso che ha fondato e l'abito delle suore che si prenderanno cura dei bambini del Villaggio della Gioia.

Copertina
La copertina del depliant.


Il retrocopertina.



Le "mamme degli orfani" vestiranno così


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