Hapa ni redio ya Kijiji cha Furaha
Habari za haraka za wiki
Notiziario n.8
Il Baba ha fatto ritorno al Villaggio e nel prossimo notiziario ci racconterà come vengono vissuti dai suoi bambini e bambine i momenti delle feste natalizie.
Questa volta, prendendo spunto dalla recente diffusione del Calendario 2010 per le partenze dei
Volontari, vogliamo invece far giungere informazioni, che saranno sicuramente molto utili a chi
desidera trascorrere un soggiorno al Villaggio della Gioia.
Si tratta di una esperienza molto forte che, se affrontata col giusto spirito, può risultare straordinaria
e in grado di incidere profondamente sulla nostra vita.
Il Volontario deve innanzitutto osservare, ascoltare, meditare. Per capire, e ancora di più per
giudicare, non bastano pochi giorni di soggiorno.
Le migliaia di chilometri che vengono percorse per giungere in Tanzania indicano una distanza non
solo geografica, ma anche culturale.
Il Baba ama e frequenta l’Africa e la sua gente da decenni. E più il tempo passa e più si accorge di
quanto ancora gli sia difficile comprendere la loro cultura e la loro sensibilità.
Visitare il Villaggio è anche una vacanza, ma è soprattutto andare a respirare l’atmosfera di un
luogo nel quale la Provvidenza si è fatta concretamente fatica, amore, investimenti, per dare gioia e
speranza a bambini e bambine orfane.
Per assaporare adeguatamente questa atmosfera e farsene coinvolgere è necessario rispettare e
adeguarsi ai ritmi e alle esigenze delle persone che nel Villaggio vivono.
È quindi bene sapere che i bambini e le bambine di baba Fulgenzio vivono giornate molto piene e
felici, dedicate alla loro formazione culturale e spirituale.
Il desiderio dei Volontari di stare con loro può essere soddisfatto solo in alcuni momenti della
giornata (nel pomeriggio durante il tempo del gioco, del tè all’Ostello e del S. Rosario) e della
settimana (il film del venerdì sera, il sabato mattina, la messa della domenica mattina, la gita al
mare della domenica pomeriggio).
Il Villaggio è luogo di Amore per tutti i bambini e le bambine. Il Volontario è chiamato ad amarli
tutti e a non affezionarsi a nessuno in particolare. Per quanto comprensibile, lo sviluppo di rapporti
privilegiati, con un singolo bambino o bambina, è causa di grande imbarazzo e crea sempre
sofferenze in chi si sente discriminato. Si tratta di creature che molto hanno sofferto e che perciò
hanno sviluppato una sensibilità particolare.
Ed è per questo che non è opportuno portare al Villaggio regali che non siano pensati per essere
offerti e accessibili a tutti i bambini e le bambine o alle loro case famiglia di appartenenza.
Chi lavora tutto l’anno al Villaggio è e si sente ospite. Ha imparato a rispettare la terra e le persone
che lo accolgono e con le quali convive ogni giorno. È bene che il Volontario, prima di prendere
iniziative nei confronti della popolazione e della realtà locale, si informi con il Baba o con i suoi
collaboratori sulla opportunità di quanto desidera fare.
Le conseguenze di comportamenti non adeguati alla sensibilità locale non vengono pagate da chi,
dopo qualche giorno, farà ritorno in Italia, ma da chi rimane. E anche queste persone meritano il
nostro rispetto, al fine di agevolare il loro prezioso lavoro al Villaggio.
Per ora vi lasciamo con queste riflessioni. Altre ne seguiranno nei prossimi notiziari.
Un saluto dal Baba.




