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Ultimissime: QUI RADIO VILLAGGIO DELLA GIOIA: ULTIMISSIME - N.13
Inserito da admin Thursday, 04 March 2010

Hapa ni redio ya Kijiji cha Furaha
Habari za haraka za wiki

Notiziario n.13

Grandi novità in queste settimane dal Villaggio! Le mamme degli orfani sono finalmente riuscite ad allestire, all’ingresso del Villaggio, un piccolo spazio nel quale vendono succhi di frutta buonissimi, preparati con i prodotti degli orti, che coltivano con tanta passione.
Inoltre si sono organizzate per vendere, alla popolazione di Mbweni e dintorni, gli abiti giunti dall’Italia, che non risultano più adatti per i bambini e le bambine del Villaggio.
Si tratta di un momento “storico”. E’ l’inizio di quelle forme di autofinanziamento, immaginate dal Baba, con le quali il Villaggio punta a non dipendere solo dagli aiuti economici provenienti dall’Italia.
I bambini e le bambine del Villaggio crescono. E quest’anno è stata allestita la sesta classe della scuola, per accogliere i più grandi. Come sapete la scuola del Villaggio accetta anche studenti provenienti dal circondario. In totale ora siamo arrivati a quasi 400 iscritti. Chi può permetterselo paga la intera quota. Per gli altri il Baba ha previsto tutta una serie di agevolazioni.
Il potenziamento della scuola e la accoglienza di studenti “esterni” permetterà di finanziare nel tempo una parte delle esigenze economiche del Villaggio della Gioia.
Nel Villaggio si sta sviluppando una vera e propria fattoria degli animali. Siamo arrivati a 20 maiali e 17 mucche, che in questo periodo non stanno facendo latte perché non è ancora piovuto e quindi non possono mangiare erba fresca. Ci sono poi una quindicina tra capre e tacchini e numerose galline. Uova fresche in abbondanza per le creature del Baba!
Dopo innumerevoli tentativi siamo riusciti a scavare un pozzo di acqua dolce. Se non subirà infiltrazioni dalla acqua dell’oceano, diventerà una provvidenziale riserva per i giorni in cui l’acquedotto sospende le forniture.
In questi anni di vita il Villaggio ha visto passare davvero tante persone, arrivate in Tanzania con il loro bagaglio di conoscenze, di esperienze, di modi di affrontare la vita. Ognuna di loro ha però fatto ritorno a casa con molto più di quello con cui era partita: tutti sono tornati con gli occhi e il cuore colmi di nuovi colori, di sensazioni, di convinzioni mutate, ma soprattutto di tutti gli splendidi bambini che hanno trovato nel Villaggio la loro casa e nelle braccia di Baba Fulgenzio e delle Mamme degli Orfani un affetto dimenticato.
Chiunque abbia visitato il Villaggio sa che non potrà mai dimenticare lo sguardo di qualche bambino che in modo particolare lo ha emozionato, ma sa anche che, per uno conosciuto, ce ne sono molti altri che non è riuscito ad incontrare. E così partiamo, con questo notiziario, in un viaggio virtuale attraverso le varie case famiglia, per fare la conoscenza di tutti i loro specialissimi abitanti. È curioso, o forse un altro segno della Provvidenza, che molti di loro abbiano fatto il loro ingresso al Villaggio proprio il 6 gennaio, portati da una zia o da una nonna come un dono dei Magi.
Cominciamo questa settimana con la Casa numero 1.
La casa n°1 ospita dodici ometti dai 4 ai 14 anni. Tra di loro ci sono i più piccoli dell’intero Villaggio: Fulgenzio Doto e Bernardo Kurua, due gemelli quasi identici che hanno già capito come divertirsi alle spalle dei nuovi volontari scambiandosi l’identità.
Paulo Seif, sindaco della casa che tiene strette relazioni con il Baba, Gabriel, appena guarito da una malaria che lo ha costretto a qualche giorno di ospedale, e Benedicto Braiton sono invece i maggiori e frequentano la quinta classe. I primi due furono affidati al Baba dalle loro nonne, mentre Benedicto venne portato al Villaggio da uno dei suoi sei fratelli, dopo che il padre rimase vedovo.
Tutti questi bambini hanno alle spalle storie di solitudine e di miseria. Alcuni sono orfani di entrambi i genitori, come Philipo, di 12 anni, Fransisko Abuu, di 10, Peter Rashid, di 11 e Denis, il cui padre è morto in un incidente e la madre di malattia, mentre altri, come il piccolo Shukuru, hanno ancora un genitore in vita, ma che non riesce a prendersi cura di lui. Tanti di loro provengono da famiglie numerose, come l’undicenne Denis che ha una sorella e cinque fratelli. Della vita di altri, come Paskal e Emmanuel, abbandonato e portato al Villaggio da assistenti sociali, non si conoscono particolari.
Tutti loro, però, hanno avuto anche un grande regalo in una vita così poco generosa: la fortuna di giungere, in un modo o nell’altro, in un luogo sicuro e in cui è bello vivere. Hanno scoperto la scuola, hanno incontrato amici e, all’interno della loro casa famiglia, si sono adottati come fratelli.

Un saluto a tutti dal Baba


 
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