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ASANTE SANA AFRICA, ASANTE SANA BABA, ASANTE SANA WATOTO

La nostra decisione di partire per l’Africa è nata da un desiderio di Dany (il mio ragazzo) di tornare al Villaggio della Gioia (lui ci era già stato nel 2003), era un desiderio anche mio ma era accompagnato anche da mille preoccupazioni…Un giorno abbiamo detto: “PARTIAMO…!!!” e abbiamo prenotato.

È; strano come siano necessarie “poche ore” di volo per trovare un ambiente, una cultura, colori, cordialità, calore, sorrisi, un’aria completamente diversa da quella che “respiriamo” ogni giorno…
Si è catapultati in un mondo completamente nuovo ma tanto affascinante…Prima di partire alcune persone mi hanno detto:“…attenta al mal d’Africa”, quasi come fosse una malattia…solo ora, con il senno di poi, posso capire a cosa si riferivano…

Tante persone ore ci chiedono come è andata, cosa facevate…ma è difficile spiegare quello che si ha dentro, possiamo spiegare il susseguirsi delle giornate ma l’emozione che si prova nel vivere ogni momento in questi luoghi, e soprattutto con i bambini…l’emozione che si prova ad assaporare il silenzio della natura, la musica del sorriso, dei giochi dei bambini, dei loro canti e balli…non si può spiegare, sono emozioni che mai nella mia vita avevo provato e tradurle in parole mi è quasi impossibile…

Viviamo in un mondo che ci fa pensare con compassione alla povertà, alla malattia, al terzo mondo, ma, nonostante tutto, questo sentimento è passeggero, distaccato…quasi una rassegnazione perché il nostro contributo sarebbe solo “una goccia nell’oceano”…

Viviamo in un mondo in cui pensiamo che i poveri siano le persone che non possiedono beni materiali e non abbiamo il tempo per fermarci e capire che i poveri siamo noi, che non siamo più capaci di sorridere, che possiamo permetterci di svegliarci con il piede sbagliato, provare rancore per qualsiasi screzio inutile, che ogni giorno facciamo una vita frenetica al solo scopo di accumulare ricchezza…e non sappiamo più godere del silenzio, della natura, del sorriso di un bambino…

Abbiamo vissuto in questo luogo per tre settimane, ci siamo sentiti come a casa nostra, abbiamo ascoltato, osservato, assaporato l’Africa, i suoi profumi, i suoi colori…abbiamo contemplato il cielo, le stelle, la natura che il Signore ha voluto donare a questa terra, quasi a completamento di un’opera perfetta, del “Paradiso Terrestre”…

Mille parole non basterebbero per descrivere l’emozione che si prova quando un bambino si avvicina, in silenzio ti prende per mano e ti sorride incondizionatamente…questi bambini hanno degli occhi così profondi che ci si perde nel loro sguardo, i loro occhi probabilmente nascondono un passato infelice, nascondono storie che noi non riusciamo a concepire, ora questi occhi, grazie al Baba, grazie alla sua voglia di sognare in un futuro migliore per loro, ricominciano a sorridere…
Sono bambini che non possiedono beni materiali e pertanto hanno una grande ricchezza ,che è quella di dare importanza ad ogni piccola cosa, la capacità di far nascere un gioco da un sasso, da un ramoscello, da un filo d’erba…e soprattutto di giocare in comunione con gli altri…

Noi ci stupiamo di come sappiano vivere serenamente nonostante possiedano poche cose, ma non sono di certo il lusso, la tecnologia, il progresso a fare la nostra felicità…Loro nella loro povertà, con il problema delle malattie, della carenza di acqua e cibo, ogni giorno trovano un milione di motivi per sorridere e ogni motivo è buono per ringraziare il Signore per quello che gli ha donato, per il cibo che stanno per prendere, per la possibilità di andare a scuola…

Abbiamo un sacco di cose da imparare da questi bambini e prima di tutto dobbiamo imparare ad amare la nostra vita, quello che abbiamo, come dono di Dio, ad amare gli altri senza condizionamenti, a vivere in comunione accettando anche le cose che meno ci piacciono di un’altra persona…dobbiamo imparare a stare in silenzio e sentire la presenza di Dio in ogni luogo, dobbiamo imparare a ringraziare il Signore attraverso la preghiera…

Tornando a casa ci si accorge che tutto ciò che ci circonda è sempre lo stesso, noi ci sentiamo un po’ cambiati, ci accorgiamo di guardare il mondo con gli occhi un po’ diversi, di guardare il mondo con gli occhi dei bambini che ora portiamo nel cuore, perché è solo facendosi piccoli come loro che possiamo apprezzare meglio tutto ciò che ci circonda…

Grazie Africa, grazie Baba, grazie bambini, ora occupate un posto importante nel nostro cuore, ogni sera prima di andare a dormire penseremo ai luoghi, alla gente, ai sorrisi, agli sguardi, ai canti e ai balli dei bambini…Grazie perché ci avete donato una grande ricchezza: la capacità di sorridere! Sarete sempre i nostri maestri di vita e di gioia…

Grazie al Baba per l’opportunità che ha dato a me e Dany di vivere insieme questa esperienza, ci ha dato l’opportunità di crescere nella prospettiva di un futuro insieme…

Questi bambini hanno un passato che non conosciamo ma ora siamo consapevoli che il futuro lo possiamo costruire insieme a loro, insieme a lei oh carissimo Baba.

Arrivederci Africa, arrivederci bambini, sono sicura che ci rivedremo ancora perché ora il mio cuore è con voi…

Vi abbraccio tutti fortissimo
Claudia

Settembre 2008


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