NATALE AL VILLAGGIO DELLA GIOIA
Osservato e vissuto da un viaggiatore
Al Villaggio della Gioia di Dar-es-Salaam (Tanzania) il Natale è più che mai la festa dei bambini. Sono loro i protagonisti e la loro letizia è contagiosa. Noi siamo di passaggio e restiamo incantati dalla magica atmosfera che si crea nel caldo umido di questa notte africana.
È la vigilia. Durante il giorno si è avvertita una palpabile animazione. L’attesa.
Alle 21 siamo tutti in chiesa per la messa di Natale. La celebrazione inizia mezz’ora dopo. I canti, accompagnati da battiti di mani, sono magici, coinvolgenti. I bimbi sono vestiti a festa e partecipano con composto entusiasmo a tutte le fasi della cerimonia officiata da Baba Fulgenzio.
Segue la processione lungo i viottoli sabbiosi del Villaggio fino al padiglione dov’è esposta la statuetta del Bambino. Sotto le stelle australi la scena è più che mai suggestiva.
I bimbi manifestano in ogni modo la loro gioia. Le loro voci argentine salgono fino al cielo stellato.
La festa prosegue nell’atrio dell’ostello. Anche le suore-assistenti danzano al ritmo canoro. I bimbi cantano e ballano senza fermarsi. Hanno molta sete. Vengono servite bibite e molta acqua, oltre a caramelle e dolciumi. È una festa bellissima, indimenticabile. Si fa tardi (ma non troppo). Il Baba chiama a raccolta i suoi angioletti che si mettono in ordine per la preghiera della buona notte.
Il giorno di Natale trascorre in grande serenità, anche se il cielo d’Africa si è parzialmente oscurato. Scende qualche benefica goccia di pioggia (quanta neve in Italia!). I bambini assistono cantando alla messa delle 10. L’omelia di padre Fulgenzio, pronunciata in swahili, ci sarebbe completamente incomprensibile, se il Baba non si ricordasse gentilmente di noi rivolgendoci parole di intensa partecipazione emotiva.
In serata tutti i bambini ritornano all’ostello. Per loro ci sono altri dolci e caramelle. Poi si siedono ordinatamente nell’aula-conferenze e si divertono con grandi risa ed esclamazioni al film in videocassetta “Home Alone” (Mamma ho perso l’aereo). Sono stanchi e felicissimi. Dopo le 23 tutti a nanna, com’è giusto.
Buon Natale angioletti.
Buon Natale Baba Fulgenzio.
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