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Testimonianza di Laura

Luglio 2013

Caro Baba,
vorrei lasciarle un pensiero anche io, come i miei amici e il perché abbia aspettato fino ad oggi, non lo so nemmeno io. Mi ci è voluto un po’ per mettere a posto le idee e le emozioni!

Laura con la bimba Winny
Laura con la bimba Winny

Prima di tutto un GRAZIE a lei, Baba, che mi ha ospitata nella sua CASA, invitandomi a rispettarla e prendermene cura come se fosse la mia. È commovente pensare a quanto sia immenso il suo progetto e quanta forza di volontà ci abbia messo, anteponendo i suoi angioletti e l’Africa anche alla sua salute… Di uomini così ce ne sono pochi, ma ne servirebbero molti… Ha cambiato la vita di cento (o meglio, molti più) bambini, gli ha dato un futuro… cosa che in un continente come l’Africa non è scontata. E soprattutto gli ha dato AMORE, una cosa che non costa nulla, ma rende ricco chi ne dà e chi ne riceve. Grazie anche per la lezione di vita, che non dimenticherò, perché mi ha insegnato a vedere, a capire quali sono i problemi… e se stando in Italia mi “infetterò” ancora, un ritorno lì con lei e i bambini non mi dispiacerebbe per nulla. Infatti un GRAZIE va anche all’Africa, che tutti i volontari pensano di andare ad aiutare, ma che ti dà una scrollata con la sua forza, i suoi colori, i sapori, gli odori, gli sguardi, i SORRISI… Una scrollata che ti fa aprire gli occhi e non te li fa chiudere più, perché ti rendi conto che siamo noi europei a dover imparare, noi che pensiamo di andare in giro per il mondo a INSEGNARE… in realtà tutti hanno qualcosa da imparare e non bisogna dimenticarlo. Collaborazione. Penso sia una parola bellissima, che viene messa un po’ da parte e nascosta dietro ai pregiudizi e al razzismo… Su questo punto non vorrei nemmeno fermarmi, perché dal mio punto di vista il razzismo è stupidità e chiusura mentale, non riesco nemmeno a concepire come un cambio del colore della pelle possa anche solo minimamente influire sul CUORE e sui sentimenti di ognuno di noi.
Un GRAZIE ai bambini, che io chiamo così, ma alcuni hanno quasi la mia età, anche se io non mi sento più grande di loro, soprattutto se penso a quello che hanno alle spalle, quello che hanno dovuto affrontare durante l’età che dovrebbe essere spensierata… ma  ora hanno il Baba, un papà proprio speciale, che li ama e li aiuta a crescere, coccolandoli e dandogli le giuste attenzioni…
Sinceramente a 18 anni non so cosa voglio fare della mia vita, ma aver fatto questa esperienza (che consiglio vivamente a tutti quelli che si sentono pronti) mi ha infuso una forza, un’energia che avevo dimenticato… Una voglia di fare, disfare, viaggiare, AIUTARE, chi ha bisogno… Quello che mi sono sentita dire centinaia di volte sia prima di partire che quando sono tornata è stato: “che coraggio! a soli 18 anni” eppure l’età non conta quando qualcuno vuole mettersi a confronto con sé stesso… prendi il primo “treno” o aereo in questo caso, che ti passa accanto e ci sali sopra… con tutta quella voglia di scoprire che è tipica dell’ESSERE UMANO. Certo il dubbio non è mancato, quando sono salita da sola sull’aereo che mi avrebbe portato in Africa, lontano dalla mia famiglia, dalla mia vita… ma solo per arrivare in un posto che mi ha accolto come casa e che è stato difficilissimo da lasciare. Mi auguro solo che non si stato un addio, ma un ARRIVEDERCI A PRESTO, Asante, davvero, col cuore.

Laura, studentessa


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