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Impressioni di Mirella, Marco e Federico

Settembre 2013

Sono passati oltre due mesi dal nostro rientro in Italia e non sono ancora riuscita a scrivere due righe su questa bellissima esperienza che abbiamo vissuto quest’anno in Africa, al Villaggio della Gioia.
Ogni volta che scrivo qualche cosa, mi sembra che le parole non rendano l’effetto che vorrei, mi sembra che non riescano ad esprimere quello che ho provato.
È la terza volta che vengo in Africa con il Baba, ma in un certo senso è come se fosse la prima.
Ho visto tutto quello che in questi anni è stato costruito, la prima volta sono venuta nel 2003, ma soprattutto ho visto tutti quegli splendidi bimbi che lo rendono quello che è veramente: un posto speciale.
Ho seguito fin dall’inizio quello che Fulgi voleva costruire, pensando anche che fosse un po’ folle, un po’ distante dalla realtà, ma ancora una volta ha avuto ragione lui, è riuscito a realizzare il suo sogno.
Conosco padre Fulgenzio da oltre 30 anni e lui è sempre stato così, un sognatore, una persona attraverso i cui occhi riesci a vedere un mondo migliore, una persona speciale come ce ne sono poche.
E la realizzazione di questo progetto ne è la chiara dimostrazione.
Ha dimostrato ancora una volta che la fede, quella vera, può tutto, e che se hai il coraggio di realizzare qualche cosa per rendere questo mondo migliore e per aiutare chi ha bisogno, qualcuno speciale che ti dà una mano riesci sempre a trovarlo.
In questo splendido continente che è un’esplosione di colori, sapori, odori e sentimenti ti senti subito piccolo, piccolo.
Guardi la savana che si estende a perdita d’occhio, guardi l’Oceano con tutte le sue sfumature di verde ed azzurro e pensi all’infinito, alla vita, al senso delle cose.
Guardi gli occhi dei bimbi del Villaggio, i loro sorrisi, pensi all’esperienze dolorose che, seppur piccoli, hanno vissuto, e li vedi sorridere pieni di gioia, pieni di vita e ti senti vivo anche tu, carico di quella gioia di vivere che ti riempie il cuore.
Questi bimbi speciali hanno accolto mio figlio Federico come se lo conoscessero da sempre, l’hanno coinvolto nelle loro vite, nei loro giochi ed hanno condiviso con lui tutto quello che avevano, soprattutto il loro affetto.
Perché è di sentimenti che si parla, che si deve parlare.
Questi bimbi hanno la possibilità di crescere, di essere importanti……………… sapendo di essere e non di avere.
In questo piccolo villaggio sperduto nell’immensa Africa, ho ritrovato l’Essere, ho riscoperto valori ormai archiviati dalla ns. società quali la condivisione, la solidarietà, la semplicità, fondamentali per poter avere una vita piena di amore.
Non è quanto hai che da un valore ed una qualità alla tua vita, ma quello che sei, quello che hai nel tuo cuore.
E i tuoi figli, caro Baba, hanno un cuore grande, non sarebbe potuto essere diversamente avendo te come padre.
Grazie Baba per averci invitato a condividere con te questo progetto.
Grazie bimbi del Villaggio della Gioia, per averci accolti, amati, aiutati a crescere, per averci sorriso, accarezzato, per aver giocato con noi e stretto in un immenso ed affettuoso abbraccio che ci ha fatto sentire parte di una grande famiglia.

Mirella Marco e Federico

Il figlio di Mirella
Il figlio di Mirella, Federico, con Laurenti.


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