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Pensieri e riflessioni di un gruppo di volontari

Giugno 2013

Cari amici,

Oggi, 29 giugno, il secondo gruppo di 5 Volontari Ŕ rientrato in Italia. A pranzo hanno voluto salutare gli altri 20 volontari che iniziano la loro esperienza, lasciando loro questi pensieri; queste loro riflessioni.
Volentieri le giro anche a voi; ed Ŕ bello conoscere come il Villaggio della Gioia incide ed “entra” nel cuore dei volontari lasciando in loro nostalgia e tanta voglia di ritornare.
Prima di partire hanno voluto posare per una loro foto ricordo.
Un abbraccio e un grazie a tutti voi che ci seguite con tanto amore e tanta solidarietÓ.
Il Baba e i piccoli angeli neri vi mandano una benedizione

Baba Fulgenzio con i 5 volontari

Ecco le loro testimonianze.

«Potrei sembrare banale, ma la cosa che più mi ha colpito è il senso di fratellanza che c’è tra i bambini; il sentirsi una grande famiglia serena che si aiuta, si conforta e gioisce insieme. Tutto questo si riflette su di noi, sentendoci migliori.»
Maurizio Berlinghieri, Vigile di Milano

«La mia prima volta in Africa.
Ho assaporato emozioni mai provate prima, dalla nascita del sole al tramonto, sorriso di bimbi carichi di sinceritÓ che non ho mai colto in quel “tranvai”, una vita che solo qui si può definire tale.
Se avessi la possibilitÓ di nascere un’altra volta vorrei nascere qui, in questa terra meravigliosa.
Grazie Baba e a tutti per avermi dato questa possibilitÓ.»
Silvia Mozzato, barista

«Caro Baba anche quest’anno la ringrazio per la splendida esperienza che mi ha dato la possibilitÓ di vivere. Anche se sono rimasto solo 3 settimane, il Villaggio della Gioia lo considero un po’ come la mia seconda casa, anzi se dovessi valutarla in base al livello di felicitÓ provata sarebbe sicuramente la prima casa.
Per me l’Africa è stata qualcosa che mi porter˛ nel cuore sempre; è stato un pugno nello stomaco, un colpo al cuore per il modo in cui mi ha sconvolto, così viscerale, così autentica e lontana dal mondo dell’avere e dell’apparire che caratterizza la vita dalla quale provengo.
Qua per tre settimane ho dimenticato tutto vivendo in piena serenitÓ e felicitÓ con i bimbi.
Me ne vado con la consapevolezza di aver dato tutto me stesso nel mio piccolo, magari talvolta sbagliando nel non tenere in considerazione alcune fondamentali regole capite successivamente, ma convinto di aver dato un pezzo della mia persona per questi splendidi angioletti, come li chiama il Baba.
Ho cercato di trascorrere la maggior parte del tempo insieme a loro talvolta trascurando i momenti con gli altri volontari, ma è stata una scelta convinta.
Dei bambini del Villaggio non dimenticher˛ mai i loro abbracci, il modo fisico in cui ti saltano in braccio, sulle spalle ed i loro sorrisi, ma soprattutto i loro occhi così diversi e luminosi rispetto agli occhi dei bimbi italiani perché quasi sempre dietro il loro corpo di bambini si nasconde uno sguardo di adulti, figlio di tutto ci˛ che hanno giÓ vissuto.»
Nicola Baviera, bancario

«Il Villaggio della Gioia per me è stato un punto di svolta nella mia vita.
Pensavo di venire per essere utile invece ho capito che è stato più utile il Villaggio a me di quanto lo sa solo Dio. Il Villaggio della Gioia mi ha insegnato molte cose: mi ha insegnato che bisogna mettere da parte il proprio “ego” e le proprie esigenze per il bene di qualche altro, in questo caso i bambini.
Ho capito che la povertà non è quella della materialitÓ ma quella dell’animo.
Ho capito quanto questi bambini sono molto ricchi, più di tutti noi.
Ho capito che la gioia si puo’ vedere, sentire, toccare.
Ho capito inoltre che la differenza culturale non è un muro ma se capita va intesa come un tesoro da cui attingere ma da rispettare come il più fragile dei cristalli.
Il Villaggio della Gioia non Ŕ per tutti per˛; per arrivarci bisogna prima aver fatto un lungo percorso di consapevolezza, perché si rischia di venire e fare dei grossi danni ai bambini che sono un patrimonio troppo prezioso per poter correre questo rischio.
Grazie Villaggio della Gioia, in questi pochi giorni mi hai fatto crescere.
Andrea Martello, massaggiatore

«Mi trovo per la terza volta a salutare il Baba, gli angioletti neri e i preziosi volontari:
Mi trovo per la terza volta a salutare il Villaggio della Gioia.
I saluti tendono a trasmettere tristezza, ma la tristezza accompagna un addio…
E il mio è un arrivederci… quindi la gioia prevale sopra ogni cosa.
Il villaggio della gioia esiste perché:
Perché 500 anni fa gli uomini saccenti del verbo AVERE
armati di prepotenza decisero di prevalere su uomini di ugual sangue ma di pelle diversa, che vivevano serenamente del semplice ma completo verbo ESSERE
Perché per anni questo continente è stato violentato, abusato, sfruttato, distrutto dall’ignoranza, esclusivamente per rafforzare la bramosa sete di potere e ingiustizia.
Perché dopo tutta questa sporca storia che ha schiacciato l’Africa…
Uomini con la U maiuscola decisero di dire BASTA.
Non Ŕ stato il primo……ma grazie a Dio o a chiunque identifichiamo in esso…non sarÓ neanche l’ultimo …
Uno di questi Uomini si chiama Baba, al secolo: Padre Bernardo Fulgenzio Cortesi.
Questo uomo, ha detto Basta… da piu di dieci anni per il Villaggio della Gioia… da 40 anni per l’intera Africa. Non serve riscrivere cose scritte e lette migliaia di volte… ma vi invito a mettervi al centro del Villaggio della Gioia e fare un girotondo di occhi, sforzandovi di VEDERE… vedere con le lettere maiuscole….
Per capire, quanto quel “BASTA” …. abbia fatto…
A volte vedere le cose gia fatte, non da l’idea precisa di come siano state fatte….
Spero di aiutarvi, invitandovi con un semplice approfondimento: se guardiamo una semplice oggetto…come per esempio la sedia su cui siete seduti… spesso dimentichiamo …o meglio ignoriamo la storia di quella sedia, magari inconsapevolmente pensando che cresca nei prati…
un albero tagliato da un uomo, il legno lavorato da un uomo, le ore di lavoro, i materiali usati, questo è quello che c’è dietro quella sedia … questa è la sua storia.
Tornate ora al vostro girotondo visivo al centro del Villaggio della Gioia e pensate a quello che vi racconta…. Alla STORIA, come avevamo fatto per la sedia.
Il risultato sarà un sorriso del vostro cuore ed un respiro della vostra anima che vi porterÓ a voler dire sempre più GRAZIE a chi ha fatto tutto questo.
In una terra in cui siamo noi i NEGRI:
La parola è un Diritto…. Ma il silenzio è un Dovere.
Silenzio non inteso come omertÓ dell’uomo a cui viene vietato di parlare…
Ma inteso come dovere di ascolto e di visione.
Quando parliamo … non riusciamo ad ascoltare e vedere… con la A e V maiuscola…
Ho capito che per poter parlare occorre prima saper ascoltare e vedere…
Ho capito che il giudizio deve essere al massimo un punto di arrivo, non un punto di inizio…
Anche dopo tre esperienze al Villaggio della Gioia io sono ancora un Negro … e ho capito che lo sar˛ per sempre…. ….
Ho capito che a casa mia in Italia dove sono nato cresciuto educato… dove ho visto, ho pensato per 40 anni…… io sono padrone o schiavo del giudizio e della parola… ma…
Qui io non sono NESSUNO… io qui SONO IL NULLA…
E paradossalmente il NULLA puo’ fare tanto BENE o tanto MALE
Sta a noi… scegliere una delle due parole.
Lo straniero in africa potrÓ fare del bene solo con l’intelligenza del silenzio, dell’ascolto, della osservazione.
L’ignoranza del giudizio e saccenza porta solo a una parola delle due sopra, e non è IL BENE.
Come disse un grande uomo di saggezza infinita : “ gutta cavat lapidem ”.
(la goccia scava la pietra.
Far˛ sempre in modo quindi che la mia presenza sia la goccia che scava la pietra africana… ma che sia la goccia dell’intelligenza…
L’ignoranza ha giÓ fatto fin troppo.
Nessuno è perfetto e chi non ha mai sbagliato scagli la prima pietra…
Qualcuno disse…
Ma il tempo è un capitale prezioso… e ha sempre dato le giuste risposte……
Fondamentale rimane l’unione degli uomini in questo porto di mare…. per una serena sinergia intorno a questo “MIRACOLO” chiamato il Villaggio della Gioia.
In quanto alla fine… non vinceranno o perderanno i singoli individui, ma vinceranno o perderanno solo loro: I BAMBINI.
A noi quindi il libero arbitrio nel scegliere di far VINCERE LA VITA….non le persone…Di far vincere I BAMBINI DEL VILLAGGIO DELLA GIOIA…
Grazie Baba per quello che hai fatto, FAI E FARAI…
Grazie piccole creature dai grandi sorrisi.
Grazie Villaggio della Gioia.»
Christian Pansa, bancario


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