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Testimonianza del Prof. Giovanni Testa

Agosto 2013

Frequento il Villaggio della Gioia da diversi anni e ho avuto l’opportunità e il piacere di vedere crescere i bambini, di vederli diventare ragazzi, alcuni forse già pronti a scegliere la propria strada. Uno di questi, Paulo, mi aveva colpito particolarmente per la sua serietà e maturità. Già da piccolo era per Baba, ma soprattutto per i suoi fratelli e sorelle, i suoi compagni, gli amici, un punto di riferimento. Questa posizione si è accentuata nel corso degli anni; il suo carattere solare e la sua disponibilità gli hanno inoltre permesso di conquistarsi le simpatie di volontari e ospiti, ma soprattutto gli hanno permesso di meritarsi il loro affetto, la loro stima, il loro rispetto.
Pertanto sono rimasto solo parzialmente sorpreso quando, non vedendolo al Villaggio quest’anno, ho saputo che era entrato in seminario, presso la St. Amadeus’ Secondary School a Moshi. Come probabilmente altri ospiti e volontari, mi sono chiesto cosa potesse averlo indotto a fare questa scelta, ipotizzando come possibile risposta il fatto di essere stato educato nell’ambiente religioso della missione in cui è cresciuto. Se fosse così, però, significherebbe privare Paulo dell’intelligenza e della maturità che tutti gli abbiamo sempre riconosciuto. Quindi non ho potuto far altro che constatare che Paulo ha sviluppato, grazie all’educazione impartitagli da Baba, dalle suore e dai maestri della Hope and Joy School, solidi valori morali. Sono questi che lo hanno indirizzato verso un percorso di vita che sicuramente lo porterà a dedicarsi agli altri, a prescindere dalla scelta definitiva che farà, cioè di diventare sacerdote o no.
Emanuel, altro ragazzo di Casa 1, ha deciso di seguirne le orme, anche lui ha scelto di entrare nello stesso seminario di Paulo, consapevole che lo attendono anni impegnativi, di studio e preghiera, anni che completeranno la sua formazione e gli permetteranno di affrontare le difficoltà che la vita inevitabilmente gli chiederà di superare.
Baba mi ha detto che i risultati scolastici conseguiti sia da Paulo che Emanuel presso la scuola del seminario sono ottimi, confermano quelli che erano soliti prendere nella scuola del Villaggio; è un’ulteriore conferma che si tratta di ragazzi veramente in gamba, ma suggerisce anche che la Hope and Joy School è una scuola di qualità. Mentre Baba mi parlava di questi due ragazzi, avvertivo in lui quasi una nota di tristezza per la loro lontananza, e un pizzico di preoccupazione per i costi aggiuntivi che il Villaggio della Gioia deve sostenere per loro in un periodo in cui la crisi ha rallentato il flusso delle donazioni. Ma soprattutto era evidente la sua gioia profonda per come questi ragazzi erano cresciuti dopo che erano stati tolti dalla strada.
Il Villaggio della Gioia, o meglio, la squadra di calcio del Villaggio della Gioia, ha perso due validi giocatori, ma l’Africa ha recuperato, grazie a Baba Fulgenzio e alle Mamme degli Orfani, due dei suoi più validi figli.

Prof. Giovanni Testa

Paulo e Emanuel con Baba
Paulo è il terzo da sinistra in piedi, Emanuel è il terzo da sinistra inginocchiato.


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